Corso dirigenti sicurezza: durata, moduli e aggiornamento

Il corso dirigenti sicurezza è obbligatorio per chi, in azienda, attua le direttive del datore di lavoro organizzando l’attività e vigilando su di essa. L’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 ne fissa la durata minima in 12 ore, con un aggiornamento di 6 ore ogni cinque anni.

Chi dirige lavori per conto di un’impresa affidataria in un cantiere temporaneo o mobile aggiunge un modulo specifico di 6 ore. Il percorso si chiude con una verifica finale, e il soggetto formatore rilascia l’attestato solo a chi la supera.

Chi è il dirigente per il D.Lgs. 81/08

L’art. 2, comma 1, lettera d) del D.Lgs. 81/08 definisce dirigente la persona che, grazie a competenze professionali e a poteri gerarchici e funzionali adeguati all’incarico, attua le direttive del datore di lavoro organizzando l’attività lavorativa e vigilando su di essa.

In uno stabilimento manifatturiero la definizione copre di solito il direttore di produzione, il responsabile di stabilimento, il capo della manutenzione e il responsabile dell’ufficio tecnico. La qualifica dipende dai poteri esercitati, anche quando il contratto inquadra la persona come quadro o impiegato.

L’art. 299 estende la posizione di garanzia a chi esercita in concreto i poteri del dirigente senza una nomina formale. Per l’azienda significa censire, reparto per reparto, chi decide davvero su organizzazione, spesa e vigilanza, e iscrivere quelle persone al corso dirigenti sicurezza.

Il dirigente si colloca tra il datore di lavoro e il preposto. Il preposto sovrintende al lavoro dei singoli operatori, come descritto nell’articolo sugli obblighi del preposto, mentre il dirigente dispone risorse, procedure e personale per attuare le misure decise dal datore.

Obbligo formativo e riferimenti normativi

L’obbligo discende dall’art. 37, comma 7 del D.Lgs. 81/08, riscritto dalla Legge 215/2021: datore di lavoro, dirigenti e preposti ricevono una formazione adeguata e specifica e un aggiornamento periodico in relazione ai propri compiti, secondo l’accordo previsto dal comma 2.

Quell’accordo è l’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 (Rep. atti n. 59/CSR), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 119 del 24 maggio 2025. Ha sostituito l’Accordo del 21 dicembre 2011, che per il corso dirigenti sicurezza prevedeva 16 ore.

Far frequentare il corso dirigenti sicurezza rientra tra gli obblighi che l’art. 18, comma 1, lettera l) pone in capo a datore di lavoro e dirigenti. L’art. 55, comma 5, lettera c) punisce la violazione dell’art. 37, comma 7 con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda.

Il datore di lavoro segue un percorso distinto, di 16 ore secondo lo stesso Accordo, con obiettivi e contenuti propri. Il dettaglio è nell’articolo sul corso datore di lavoro.

Programma del corso dirigenti sicurezza

L’Accordo distribuisce le 12 ore del corso dirigenti sicurezza su quattro moduli. L’obiettivo dichiarato è dare al dirigente un approccio organizzativo e gestionale, costruito sui compiti che l’art. 18 gli attribuisce.

Modulo giuridico normativo

Il primo modulo copre il sistema legislativo, i soggetti della prevenzione aziendale con i relativi obblighi e la delega di funzioni. Tratta la responsabilità civile e penale del dirigente e quella amministrativa dell’ente prevista dal D.Lgs. 231/2001.

La parte istituzionale spiega il ruolo di ASL, INL, Vigili del Fuoco e INAIL e le procedure ispettive. L’Accordo include anche la prevenzione di violenza e molestie sul lavoro, con riferimento alla Convenzione ILO C190, e l’inserimento dei lavoratori con disabilità.

Gestione e organizzazione della sicurezza

Il secondo modulo riguarda i processi di gestione della salute e sicurezza, i modelli di organizzazione e gestione dell’art. 30 del D.Lgs. 81/08 e i sistemi di gestione volontari. In uno stabilimento certificato ISO 45001 collega gli obblighi di legge alle procedure già in uso.

Compiti specifici del dirigente

Il terzo modulo è il più operativo. Parte dalle misure tecniche e organizzative derivate dalla valutazione dei rischi, passa per la sorveglianza sanitaria e arriva agli obblighi legati ad appalti, contratti d’opera e somministrazione.

Qui entra il rischio interferenziale, con la differenza tra DVR e DUVRI come strumento di coordinamento. Un responsabile di manutenzione che affida a una ditta esterna la pulizia di un silo o la sostituzione di lastre in copertura applica direttamente questi contenuti.

C.T. SAFE produce direttamente i componenti dei sistemi anticaduta che installa sulle coperture industriali. In questi interventi chi autorizza gli accessi in copertura e coordina la ditta esterna esercita proprio i compiti trattati in questo modulo, compresa l’organizzazione di antincendio, primo soccorso ed emergenze.

corso dirigenti sicurezza

Comunicazione, formazione e consultazione

L’ultimo modulo tratta tecniche e strumenti di comunicazione, obblighi formativi dei diversi soggetti aziendali, gestione dei gruppi di lavoro e dei conflitti. Chiude con la consultazione e la partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.

Modulo cantieri per le imprese affidatarie

I dirigenti delle imprese affidatarie nei cantieri temporanei o mobili frequentano un modulo aggiuntivo di 6 ore. Insieme al corso dirigenti sicurezza di base, assolve l’obbligo formativo dell’art. 97, comma 3-ter del D.Lgs. 81/08.

Il programma copre i soggetti del Titolo IV, capo I, la redazione dei piani di sicurezza, le misure generali di tutela dell’art. 95 e gli obblighi dell’art. 96. Prevede il cronoprogramma dei lavori e l’analisi di esempi concreti di PSC e POS.

Lo scopo è mettere il dirigente in grado di verificare la sicurezza dei lavori affidati e la congruenza dei POS delle imprese esecutrici. Riguarda quindi le imprese edili e impiantistiche che ricevono l’appalto; l’azienda manifatturiera che commissiona un ampliamento del capannone resta di norma committente.

Verifica finale, attestato e aggiornamento

Per accedere alla verifica finale del corso dirigenti sicurezza serve la frequenza di almeno il 90% delle ore. In aula il limite è di 30 partecipanti, un vincolo che non si applica ai corsi in e-learning. Il soggetto formatore redige un verbale della verifica con gli esiti documentati.

L’attestato vale su tutto il territorio nazionale. Nel controllo documentale conviene verificare che riporti almeno questi elementi:

  • denominazione del soggetto formatore
  • nome, cognome e codice fiscale del partecipante
  • tipologia di corso, riferimento normativo e durata
  • modalità di erogazione
  • firma del legale rappresentante del soggetto formatore, data e luogo

Il soggetto formatore conserva il fascicolo del corso, con registro presenze, programma e verbale, per almeno 10 anni. In caso di ispezione l’azienda può richiederlo al soggetto formatore per documentare la formazione svolta.

Dopo il corso dirigenti sicurezza di base scatta l’aggiornamento: 6 ore ogni cinque anni. L’art. 37, comma 14-bis riconosce il credito formativo quando i contenuti di percorsi diversi si sovrappongono, in tutto o in parte, per durata e argomenti corrispondenti.

Organizzare il corso in azienda

Il datore di lavoro può organizzare direttamente il corso dirigenti sicurezza per il proprio personale, rispettando l’Accordo e scegliendo docenti in possesso dei requisiti del DM 6 marzo 2013. In alternativa si rivolge a un soggetto formatore istituzionale o accreditato.

Prima di pianificare, l’Accordo impone di chiedere la collaborazione degli organismi paritetici del settore e del territorio, dove presenti, come prevede l’art. 37, comma 12. Se l’organismo non risponde entro 15 giorni, il datore procede in autonomia.

Il lavoro preparatorio è di solito in mano all’RSPP: elenco dei dirigenti per funzione, data dell’ultimo attestato, scadenza dell’aggiornamento quinquennale e, per chi opera in cantiere come affidatario, presenza del modulo da 6 ore. Con questo quadro il corso dirigenti sicurezza entra nel piano formativo annuale insieme ai corsi per preposti.

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