Il cordino con assorbitore di energia è il componente del sistema di arresto che collega l’imbracatura al punto di ancoraggio e, se il lavoratore cade, dissipa l’energia della caduta lacerando una fettuccia a cuciture progressive. L’assorbitore è regolato dalla UNI EN 355, il cordino dalla UNI EN 354 e i connettori dalla UNI EN 362.
Il dispositivo entra in gioco quando il rischio non si elimina con protezioni collettive come parapetti o reti, secondo la priorità fissata dall’art. 111 del D.Lgs. 81/08. Prima dell’acquisto vanno verificati la forza d’arresto, lo spazio libero sotto il lavoratore e la compatibilità con l’ancoraggio disponibile.
Come funziona il cordino con assorbitore di energia
Un cordino semplice in fune o fettuccia arresta la caduta in pochi centimetri. Il corpo e il punto di ancoraggio ricevono così un picco di forza che la colonna vertebrale e gli organi interni non tollerano.
L’assorbitore allunga la frenata. Nella versione più diffusa è una fettuccia ripiegata e cucita, chiusa in un involucro: sotto carico le cuciture si strappano una dopo l’altra e l’energia cinetica si trasforma nel lavoro necessario a lacerarle.
L’art. 115, comma 1, del D.Lgs. 81/08 elenca gli assorbitori di energia tra gli elementi dei sistemi di protezione contro le cadute dall’alto, insieme a connettori, dispositivi di ancoraggio, cordini, dispositivi retrattili, linee vita e imbracature. Il cordino con assorbitore di energia protegge solo come parte di un sistema completo conforme alla UNI EN 363.
Dopo un arresto la fettuccia resta aperta e il dispositivo va eliminato. Un assorbitore già intervenuto non ha più capacità di dissipazione, anche se all’esterno sembra intatto.
Requisiti della UNI EN 355
Per certificare l’assorbitore di un cordino con assorbitore di energia, la prova dinamica prevista dalla norma usa una massa di 100 kg in caduta libera da 4 m. La forza frenante misurata durante l’arresto non deve superare 6 kN.
La norma limita anche lo spazio di arresto. La distanza percorsa dal punto di attacco deve restare sotto 2Lt + 1,75 m, dove Lt è la lunghezza totale del cordino compreso l’assorbitore e 1,75 m è l’allungamento massimo ammesso per l’assorbitore aperto.
Alla prova dinamica si aggiunge una prova statica: l’assorbitore deve resistere a una forza di almeno 15 kN senza rompersi.
La marcatura riporta il numero della norma, il fabbricante, il modello, il lotto o il numero di serie e l’anno di fabbricazione. Trattandosi di un DPI di terza categoria, il marchio CE è seguito dal numero dell’organismo notificato che sorveglia la produzione. Un cordino con assorbitore di energia senza marcatura leggibile va escluso dall’uso.
Tirante d’aria
Il tirante d’aria è lo spazio libero minimo che deve esserci sotto il punto di ancoraggio perché il lavoratore, a caduta arrestata, non urti il suolo, una struttura sottostante o un macchinario. Si ottiene sommando quattro grandezze:
- lunghezza del cordino
- allungamento dell’assorbitore, fino a 1,75 m
- distanza tra attacco dell’imbracatura e piedi, circa 1,5 m
- margine di sicurezza di 1 m
La posizione dell’ancoraggio cambia il risultato. Con un cordino da 2 m agganciato all’altezza dei piedi, il caso peggiore previsto dalla norma porta i piedi del lavoratore a circa 5,25 m sotto il punto di ancoraggio; con il margine di sicurezza servono circa 6,25 m di spazio libero. Il calcolo è indicativo: i valori da usare sono quelli della nota informativa del fabbricante.
Con l’ancoraggio sopra la testa la situazione migliora. Il cordino è già in tensione o quasi, la caduta libera si riduce a poche decine di centimetri e l’assorbitore si apre solo in parte, con un tirante d’aria molto più contenuto. Per questo, dove la struttura lo permette, gli ancoraggi si posizionano in alto rispetto al piano di lavoro.
Su una copertura industriale con gronda a 6 m, un ancoraggio a livello del piano di calpestio non lascia spazio sufficiente. In questi casi si ancora il cordino più in alto, si passa a un dispositivo retrattile o si adotta un sistema di trattenuta che impedisce di raggiungere il bordo.

Cordino singolo o doppio e peso dell’operatore
Il cordino singolo basta quando il lavoratore resta collegato allo stesso ancoraggio o a una linea vita continua. Sulle strutture metalliche, sulle vie di corsa dei carroponte o sulle scaffalature, dove si passa da un ancoraggio all’altro, serve il cordino doppio a Y: un ramo resta agganciato mentre l’altro si sposta, e il collegamento non si interrompe mai.
Alcuni modelli hanno lunghezza regolabile. Un cordino con assorbitore di energia accorciato al minimo utile riduce la caduta libera e, di conseguenza, lo spazio necessario sotto l’ancoraggio.
Il ramo libero del cordino doppio va agganciato solo ai punti di parcheggio previsti dal fabbricante. Un ramo fissato a un anello dell’imbracatura non indicato nella nota informativa può impedire all’assorbitore di aprirsi.
Il peso dell’operatore incide sulle prestazioni, perché la norma collauda l’assorbitore con 100 kg. Il Quaderno di ricerca INAIL n. 10 del 2016 sui light workers ha misurato che con una massa di 60 kg l’assorbitore frena meno e la decelerazione supera la soglia di 6 g.
Per lavoratori che con attrezzatura superano i 100 kg servono invece assorbitori certificati per masse maggiori, con un tirante d’aria più lungo. Il peso di chi userà il cordino con assorbitore di energia, attrezzi compresi, va quindi indicato già nella richiesta d’offerta.
Controlli sul cordino con assorbitore di energia
Il controllo prima dell’uso spetta al lavoratore, che ha ricevuto l’addestramento, e richiede un paio di minuti. Riguarda questi punti:
- involucro dell’assorbitore chiuso e senza strappi
- indicatore di intervento non attivato
- fettuccia o fune senza tagli, bruciature o macchie di sostanze chimiche
- cuciture integre alle estremità
- connettori con ghiera e leva funzionanti
- etichetta e marcatura leggibili
Oltre al controllo quotidiano, la UNI EN 365 prevede un esame periodico almeno ogni 12 mesi da parte di una persona competente, registrato nella scheda del dispositivo. Le modalità sono descritte nella guida alla revisione dei DPI di 3 categoria.
La vita utile massima è fissata dal fabbricante. Un cordino con assorbitore di energia esposto a UV, oli da taglio o scintille di saldatura può richiedere la sostituzione prima di quella scadenza.
Obblighi del datore di lavoro
Il Regolamento (UE) 2016/425 colloca i DPI contro le cadute dall’alto in terza categoria. Per questi dispositivi l’art. 77, comma 5, del D.Lgs. 81/08 rende obbligatorio l’addestramento, che va oltre la sola informazione: il lavoratore deve provare il cordino con assorbitore di energia, l’aggancio e il controllo pre-uso sotto la guida di un istruttore.
L’art. 77, comma 4, impone di mantenere i DPI in efficienza e di sostituirli quando sono danneggiati. L’art. 19 affida al preposto la vigilanza sul loro uso effettivo, compreso il divieto di impiegare un cordino con assorbitore di energia già intervenuto.
Il cordino deve essere compatibile con il resto del sistema: imbracatura, connettori e ancoraggi certificati secondo la UNI EN 795. Per scegliere i componenti in modo coerente è utile la guida ai DPI per lavori in quota, che affronta l’abbinamento tra dispositivi e tipologia di intervento.
La divisione Anticaduta di C.T. SAFE produce direttamente i componenti dei propri sistemi anticaduta e verifica, in fase di sopralluogo, se l’altezza disponibile consente l’uso del cordino con assorbitore di energia o richiede un dispositivo diverso.





