Cuffie antirumore SNR: come leggere il valore e scegliere il modello

Nelle cuffie antirumore SNR indica l’attenuazione media dichiarata dal fabbricante, espressa in decibel e ricavata da prove di laboratorio. Serve a stimare il livello sonoro che arriva all’orecchio del lavoratore con la cuffia indossata, e quindi a verificare se il dispositivo è adeguato al rumore del reparto.

Il numero stampato sulla confezione non va sottratto così com’è al livello misurato. Le condizioni reali di utilizzo riducono l’attenuazione, e la scelta corretta richiede un calcolo che parte dai dati della valutazione del rischio rumore.

Cosa significa SNR

SNR sta per Single Number Rating: un unico valore che sintetizza l’attenuazione del protettore su tutte le frequenze. Viene calcolato secondo la EN ISO 4869-2 a partire dalle misure di attenuazione per bande d’ottava eseguite in laboratorio su un campione di soggetti.

La nota informativa delle cuffie antirumore SNR riporta anche i valori H, M e L, che descrivono l’attenuazione alle alte, medie e basse frequenze. Una cuffia con SNR 30 e L pari a 20 protegge bene dal rumore acuto di una smerigliatrice, meno dal rombo a bassa frequenza di un compressore o di un mulino.

I requisiti costruttivi delle cuffie sono fissati dalla EN 352-1:2020. Le cuffie montate su elmetto o su visiera seguono invece la EN 352-3:2020, utile quando in reparto è già obbligatorio l’elmetto di sicurezza.

Obblighi normativi sui DPI dell’udito

Il Titolo VIII, Capo II del D.Lgs. 81/08 fissa tre soglie per l’esposizione giornaliera. L’art. 189 indica il valore inferiore di azione a 80 dB(A), il valore superiore di azione a 85 dB(A) e il valore limite di esposizione a 87 dB(A), con i corrispondenti valori di picco di 135, 137 e 140 dB(C).

L’art. 193 stabilisce che il datore di lavoro mette a disposizione i DPI dell’udito quando l’esposizione supera 80 dB(A) ed esige che vengano usati da 85 dB(A). Lo stesso articolo chiede di scegliere dispositivi che eliminano il rischio o lo riducono al minimo, e di verificarne l’efficacia.

Il valore limite di 87 dB(A) va rispettato tenendo conto dell’attenuazione dei DPI indossati. Le regole su quando scatta l’obbligo sono approfondite nell’articolo su quando è obbligatorio usare gli otoprotettori.

Gli otoprotettori rientrano nella categoria III del Regolamento (UE) 2016/425. Per questo l’art. 77, comma 5 del D.Lgs. 81/08 rende indispensabile l’addestramento all’uso, oltre alla formazione.

Calcolo del livello effettivo con le cuffie antirumore SNR

Per le cuffie antirumore SNR il metodo di calcolo più semplice richiede il livello equivalente ponderato C del reparto, che il tecnico misura durante la valutazione. Il Portale Agenti Fisici propone la procedura in uso in Italia, che corregge l’SNR con un coefficiente β.

Primo passaggio: il coefficiente β

Il valore dichiarato sulle cuffie antirumore SNR sovrastima la protezione reale, perché in reparto la cuffia viene indossata con occhiali, capelli, sudore e movimenti. Il coefficiente β corregge questa differenza: vale 0,75 per le cuffie, 0,5 per gli inserti espandibili e 0,3 per gli inserti ad archetto.

Secondo passaggio: il livello all’orecchio

Il livello effettivo si ottiene sottraendo al livello in dB(C) il prodotto tra SNR e β: L’A = LCeq − (β × SNR). Il risultato, in dB(A), stima il rumore che raggiunge l’orecchio con la cuffia indossata correttamente.

Terzo passaggio: il confronto con la fascia adeguata

Il dispositivo è adeguato quando il livello effettivo cade tra 65 e 80 dB(A), con un picco all’orecchio non superiore a 135 dB(C). Sopra 80 dB(A) la protezione è insufficiente; sotto 65 dB(A) si parla di iperprotezione.

Un esempio in un reparto di stampaggio con LCeq di 98 dB(C), confrontando tre cuffie antirumore SNR diverse. Il modello con SNR 23 porta all’orecchio 98 − 17,25, cioè circa 81 dB(A): protezione insufficiente. Quello con SNR 30 dà circa 75,5 dB(A), un valore adeguato. Con SNR 35 si scende a circa 72 dB(A), ancora dentro la fascia.

Quando il livello in dB(C) supera di oltre 2 dB quello in dB(A), il rumore ha una forte componente a bassa frequenza. In questi casi il metodo HML, che usa i tre valori H, M e L, fornisce una stima più affidabile dell’SNR.

Rischi della sovraprotezione

Scegliere le cuffie antirumore SNR più alte del catalogo per tutti i reparti è un errore frequente. Un lavoratore che sente solo 60 dB(A) non percepisce allarmi, segnali acustici dei carrelli elevatori e comunicazioni dei colleghi, e tende a sollevare la cuffia per parlare.

Il tempo di utilizzo pesa più dell’attenuazione nominale. L’HSE britannico riporta che una protezione da 25 dB tolta per soli 2 minuti ogni ora equivale, sull’intera ora, a un protettore da 14 dB. Una cuffia indossata per metà del tempo necessario non dà più di 3 dB di protezione effettiva.

Per questo, tra più cuffie antirumore SNR adeguate, conviene scegliere quella con maggiore comfort: archetto con pressione moderata, cuscinetti morbidi e sostituibili, peso contenuto. Il lavoratore la tiene indossata per tutto il turno, e la protezione reale aumenta.

cuffie antirumore snr

Scelta delle cuffie per ambiente di lavoro

La scelta parte dai dati della valutazione del rumore, reparto per reparto e mansione per mansione. Gli elementi da incrociare sono:

  • LCeq e LAeq della postazione
  • livelli di picco delle lavorazioni impulsive
  • compatibilità con elmetto, occhiali e maschere
  • temperatura e umidità del reparto
  • necessità di comunicare o sentire allarmi

Nelle fonderie e nei reparti caldi i cuscinetti delle cuffie causano sudorazione, e gli inserti possono risultare più accettati. Nei reparti con ingressi e uscite frequenti dalle zone rumorose, le cuffie si indossano e si tolgono più rapidamente degli inserti, con mani anche sporche.

Negli stabilimenti con rumore variabile, come le linee di imbottigliamento o i reparti di taglio lamiera, esistono cuffie a modulazione di livello. Attenuano i rumori forti e lasciano passare la voce e i segnali, e risolvono molti casi in cui la sovraprotezione isola il lavoratore.

L’addestramento previsto dall’art. 77 per le cuffie antirumore SNR riguarda il posizionamento: capelli raccolti, stanghette degli occhiali sottili, archetto regolato in modo che i cuscinetti coprano l’intero padiglione. Una prova pratica alla consegna mostra al lavoratore la differenza tra cuffia ben indossata e cuffia sollevata.

La divisione Antinfortunistica di C.T. SAFE, una delle quattro in cui è organizzata l’azienda, fornisce cuffie antirumore SNR di diverse classi di attenuazione e affianca l’RSPP nell’abbinare ciascun modello ai livelli misurati in ogni reparto.

Controlli e sostituzione

Le cuffie antirumore SNR, come tutti gli otoprotettori, sono DPI di terza categoria e vanno controllate prima di ogni uso. I cuscinetti induriti o crepati non aderiscono più alla testa, e la perdita di tenuta riduce l’attenuazione rispetto al valore dichiarato.

L’archetto deformato perde la forza di serraggio. Le istruzioni del fabbricante indicano la frequenza di sostituzione dei cuscinetti e i kit igienici di ricambio, che vanno previsti nel piano di gestione dei DPI.

La consegna delle cuffie antirumore SNR va registrata insieme alle altre attrezzature di protezione, con modello, valore di attenuazione e data. I requisiti generali dei dispositivi di questa categoria sono riassunti nell’articolo sui DPI di terza categoria.

C.T. SAFE opera da oltre vent’anni nella sicurezza sul lavoro e con la divisione Antinfortunistica segue le aziende dalla scelta delle cuffie in base alla valutazione del rumore fino alla sostituzione periodica dei componenti.

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