Il dispositivo anticaduta retrattile collega l’imbracatura a un ancoraggio mediante un cordino, una fune o un cavo che si svolge e si riavvolge automaticamente. In caso di accelerazione improvvisa, il sistema blocca lo svolgimento e arresta la caduta. Questa funzione può ridurre la distanza di arresto rispetto ad altre configurazioni, ma non rende sicuro qualsiasi impiego.
Per scegliere un retrattile occorre verificare manuale, marcature, lunghezza, direzioni ammesse, compatibilità con l’ancoraggio e possibile passaggio su un bordo. Un modello progettato per uso verticale sopra la testa non può essere trasferito su una copertura con ancoraggio basso senza una specifica autorizzazione del fabbricante.
Dispositivo anticaduta retrattile: il riferimento tecnico attuale
La norma europea EN 360:2023 ha aggiornato i requisiti per i dispositivi anticaduta di tipo retrattile. In Italia è stata recepita come UNI EN 360:2024. La nuova edizione considera configurazioni e prove più articolate, ma la conformità deve essere verificata sulla documentazione del singolo prodotto e nel quadro del Regolamento europeo sui DPI.
Il Regolamento (UE) 2016/425 classifica i DPI contro le cadute dall’alto nella categoria III. Marcatura CE, dichiarazione UE di conformità e istruzioni del fabbricante sono elementi da controllare; non sostituiscono la valutazione dello scenario.
Ancoraggio alto, basso o uso orizzontale
Con l’ancoraggio sopra l’utilizzatore la caduta libera e l’effetto pendolo possono essere contenuti. Se il punto è laterale, una caduta produce un’oscillazione che può portare all’urto contro strutture. Se è all’altezza dei piedi o più in basso, aumentano distanza di caduta, sollecitazioni e rischio di contatto con il bordo.
L’uso vicino a uno spigolo richiede un dispositivo espressamente idoneo alla configurazione e al tipo di bordo previsto. Occorre rispettare raggio minimo, angolo, arretramento e altre limitazioni dichiarate. Il cavo può danneggiarsi o essere reciso da un bordo incompatibile; la sola robustezza percepita non è un criterio valido.
L’articolo CT SAFE sui dispositivi di ancoraggio di tipo A, B e C aiuta a distinguere le famiglie di ancoraggi. La collocazione deve essere definita insieme al sistema di collegamento, non dopo l’acquisto del retrattile.

Tirante d’aria e distanza libera
Il calcolo della distanza libera sotto l’utilizzatore comprende sviluppo del sistema, arresto, deformazioni, posizione dell’attacco dorsale, statura e margine di sicurezza indicato dal fabbricante. Con ancoraggio basso bisogna considerare anche la caduta libera prima del blocco. Non esiste un valore universale valido per tutti i retrattili.
Le indicazioni INAIL sui sistemi anticaduta richiamano la necessità di verificare spazio di arresto, effetto pendolo e compatibilità dei componenti. Se la distanza disponibile è insufficiente, va cambiato il sistema o impedito l’accesso alla zona di caduta.
Collegamenti e modalità d’impiego
Moschettoni e connettori devono essere compatibili per forma, dimensione e resistenza. Il dispositivo anticaduta retrattile va collegato nei punti indicati dal fabbricante, evitando connessioni che carichino la leva o consentano aperture involontarie. Non si devono aggiungere assorbitori, cordini o prolunghe se le istruzioni non lo prevedono.
Durante il lavoro il cavo deve muoversi senza sfregare su strutture e senza passare tra le gambe. Ritirarlo lasciandolo rientrare senza controllo può danneggiare dispositivo e connettore. Polveri, vernici, scintille, agenti chimici, acqua e temperature estreme richiedono una verifica di idoneità specifica.

Controlli, revisione e messa fuori servizio
Prima di ogni uso si controllano involucro, linea, connettori, etichette, riavvolgimento e funzione di blocco secondo le istruzioni. Tagli, pieghe, fili rotti, corrosione, rientro irregolare o assenza di identificazione richiedono la messa fuori servizio e la valutazione di una persona competente.
Il controllo periodico deve rispettare frequenze e criteri del fabbricante e tenere conto di utilizzo e ambiente. L’approfondimento CT SAFE sulla revisione dei DPI di terza categoria chiarisce la differenza tra controllo pre-uso, esame periodico e intervento di manutenzione. Dopo l’arresto di una caduta, il dispositivo non va riutilizzato finché non è stato esaminato secondo la procedura prevista.
La tracciabilità evita scambi tra dispositivi simili ma con limiti diversi. Identificativo, modello, seriale, data di primo uso, controlli ed eventi devono seguire il singolo retrattile. Etichette illeggibili o istruzioni mancanti impediscono di verificare campo d’impiego e scadenze. Anche lo stoccaggio conta: cavo completamente rientrato, ambiente asciutto e protezione da urti e contaminanti preservano il meccanismo tra un utilizzo e l’altro.
Il recupero fa parte della scelta
Una persona sospesa non può attendere soccorsi senza limiti. Prima del lavoro occorre predisporre un piano di recupero, persone addestrate, mezzi disponibili e modalità di allerta. Alcuni retrattili integrano una funzione di recupero, ma ciò non significa che siano adatti a ogni accesso o che il soccorso sia automatico.
La divisione Anticaduta CT SAFE può analizzare ancoraggi, DPI e procedure come un unico sistema. Per selezionare un dispositivo anticaduta retrattile è possibile contattare CT SAFE fornendo planimetrie, altezza libera, posizione degli ancoraggi, tipo di bordo e modalità previste per il recupero.





