La formazione PES PAV PEI prepara il personale che svolge o organizza lavori con rischio elettrico, ma l’attestato non attribuisce automaticamente una qualifica. PES significa Persona Esperta, PAV Persona Avvertita; con PEI si indica comunemente la persona riconosciuta idonea ai lavori sotto tensione in bassa tensione. Il riconoscimento finale compete al datore di lavoro, che valuta conoscenze, esperienza, affidabilità e capacità operative.
Questa distinzione evita un errore frequente: trattare il corso come un patentino trasferibile senza limiti. Una persona può avere frequentato un percorso valido e non possedere ancora esperienza sufficiente per una determinata attività, oppure essere idonea solo per specifici lavori e tensioni.
PES, PAV e idoneità non sono tre livelli automatici
La PES possiede conoscenze, esperienza e capacità tali da analizzare i rischi ed evitare i pericoli elettrici. La PAV è adeguatamente avvertita da persone esperte e sa prevenire i pericoli nelle condizioni assegnate. La persona comune, PEC, non ha queste caratteristiche e può operare soltanto nei limiti organizzativi previsti.
L’idoneità ai lavori sotto tensione in bassa tensione è un riconoscimento ulteriore, riferito alle attività effettivamente affidate. Non deriva dal semplice essere PES o PAV. Il manuale INAIL sui lavori elettrici in bassa tensione chiarisce che, per i dipendenti, la condizione di PES o PAV viene attribuita dal datore di lavoro.
Il quadro normativo della formazione PES PAV PEI
Gli articoli 80-87 del D.Lgs. 81/2008 disciplinano impianti e lavori elettrici. L’articolo 82 pone il divieto generale di lavori sotto tensione, ammettendoli solo alle condizioni previste. Le norme CEI EN 50110 e CEI 11-27 definiscono la regola dell’arte per organizzazione, ruoli, distanze e procedure.
Nel 2025 è stata pubblicata una nuova edizione della CEI 11-27, allineata alla CEI EN 50110-1:2024. Il CEI presenta campo di applicazione e aggiornamenti, ricordando che la disciplina riguarda anche lavori non elettrici svolti in presenza di rischio elettrico.
Cosa deve comprendere il corso
La parte teorica affronta legislazione, effetti della corrente, protezioni, zone di lavoro, distanze, ruoli e procedure per lavori fuori tensione, in prossimità e sotto tensione. Deve rendere comprensibili responsabilità, comunicazioni e criteri di scelta di attrezzature e DPI.
Le conoscenze operative riguardano preparazione del lavoro, identificazione dell’impianto, sezionamento, blocco contro le richiusure, verifica dell’assenza di tensione, protezione da parti attive adiacenti, misure e prove. Per i lavori sotto tensione servono capacità pratiche specifiche, non una semplice dimostrazione frontale.
Il CEI descrive corsi pratici per lavori elettrici dedicati alle conoscenze operative di livello 1B e 2B. Durata e articolazione vanno comunque definite rispetto a preparazione iniziale, attività e edizione normativa applicabile.

Come il datore di lavoro attribuisce le qualifiche
Dopo la formazione, il datore di lavoro considera esperienza maturata, tipologia di impianti conosciuti, capacità di riconoscere i rischi, precisione nell’applicare procedure e comportamento della persona. L’attribuzione dovrebbe essere scritta, specificando ambito e eventuali limitazioni.
Per l’idoneità ai lavori sotto tensione si valutano anche capacità di affrontare imprevisti, conoscenza delle attrezzature e adeguatezza psicofisica alle attività. Il giudizio non è definitivo: cambiamenti di mansione, lunghi periodi di inattività, errori, modifiche normative o nuove tecnologie possono richiedere rivalutazione e addestramento.
Aggiornamento alla CEI 11-27:2025
Chi ha svolto formazione su edizioni precedenti deve conoscere le novità che incidono sul proprio lavoro. L’aggiornamento non si limita a elencare differenze testuali: deve tradurre nuove definizioni, ruoli, distanze e disposizioni organizzative nelle procedure aziendali.
Il CEI propone corsi di aggiornamento sulla norma 2025 e indica un percorso di 4 ore per personale già qualificato. L’azienda deve però valutare se quattro ore siano sufficienti rispetto a lavori, competenze e lacune emerse.
Scegliere la formazione PES PAV PEI in base alle attività
Prima dell’iscrizione occorre chiarire se il personale esegue lavori fuori tensione, misure, prove, lavori in prossimità o interventi sotto tensione in BT. Vanno indicati tensioni, impianti, strumenti e responsabilità organizzative. Un programma generico può risultare troppo avanzato per alcuni e insufficiente per altri.

Documentare e mantenere le competenze
Il fascicolo dovrebbe contenere programma, durata, verifiche, attestato e giudizio aziendale di attribuzione. È utile aggiungere l’ambito operativo: reparti, tipologie di impianto, tensioni e limiti. In questo modo un cambio di mansione o l’ingresso in un nuovo sito attiva una verifica, invece di affidarsi al solo acronimo riportato sull’attestato.
Le competenze si mantengono con esercitazioni, confronto sugli incidenti mancati e osservazione delle procedure. Se un lavoratore non esegue per lungo tempo determinate attività, il datore di lavoro dovrebbe rivalutarne capacità e addestramento prima di riassegnarle. Lo stesso vale dopo errori, modifiche impiantistiche o introduzione di nuovi strumenti di misura e protezione.
CT SAFE presenta nel proprio portale corsi percorsi per addetti ai lavori in tensione PES-PAV-PEI, collegati alla divisione Formazione. Per costruire la formazione PES PAV PEI sulla mansione reale e predisporre criteri di attribuzione coerenti, è possibile contattare CT SAFE condividendo ruoli, impianti e tipologie di lavoro.





