Con linea vita tipo B si indica, nel linguaggio di cantiere, un dispositivo di ancoraggio trasportabile secondo la UNI EN 795:2012. L’operatore lo porta sul posto, lo monta per la durata dell’intervento e lo rimuove a lavoro finito. Treppiedi per passi d’uomo, morsetti per travi e cinghie di ancoraggio sono gli esempi più diffusi negli stabilimenti.
Il dispositivo segue il lavoratore e per questo la legge lo tratta come un DPI: marcatura CE di terza categoria, addestramento obbligatorio, ispezioni periodiche. Per un RSPP la scelta tra una linea vita tipo B e un ancoraggio permanente dipende dalla frequenza degli accessi in quota e dalla struttura disponibile.
Cos’è una linea vita tipo B
Il quaderno tecnico INAIL Ancoraggi del 2014 riporta la definizione della norma: dispositivi “con uno o più punti stazionari di ancoraggio e senza la necessità di disporre di ancoraggio(i) strutturale(i) o di elemento(i) di fissaggio(i) per essere fissati alla struttura”. In pratica il tipo B si aggancia a un elemento esistente, come una trave, un pilastro o il bordo di un passo d’uomo, senza tasselli né saldature.
Il termine “linea” è improprio. La norma parla di punti di ancoraggio stazionari, senza una guida lungo cui scorrere. Il nome si è diffuso perché nel parlato di cantiere “linea vita” indica qualsiasi sistema a cui l’operatore si collega.
La UNI EN 795:2012 considera un singolo utilizzatore. Quando il fabbricante dichiara l’uso contemporaneo da parte di più persone, la linea vita tipo B deve rispondere anche alla specifica tecnica UNI CEN/TS 16415:2013, che fissa i requisiti per l’impiego multiplo.
Esempi di ancoraggio tipo B negli stabilimenti
Il treppiede è l’esempio più comune nelle aziende con serbatoi, silos e cisterne. Si posiziona sopra l’apertura di accesso e sostiene sia il sistema di arresto caduta sia il dispositivo di recupero per spazi confinati, necessario per estrarre l’operatore in caso di malore.
I morsetti per trave si serrano sulle ali dei profilati in acciaio: le vie di corsa di un carroponte, le travi di un soppalco, la struttura portante di una pensilina. Servono per manutenzioni occasionali dove la carpenteria metallica esiste già. Il modello va scelto sulla larghezza e sullo spessore dell’ala indicati dal fabbricante: una linea vita tipo B montata su un profilo fuori gamma perde la tenuta dichiarata.
Cinghie e fettucce di ancoraggio si avvolgono attorno a pilastri, travi o tubazioni strutturali. Pesano poco e si montano rapidamente. La verifica della resistenza dell’elemento a cui si collegano resta però a carico di chi le usa.
Esistono poi le linee orizzontali temporanee in fune o in fettuccia, che i fabbricanti certificano di norma secondo i requisiti combinati dei tipi B e C. Tra le soluzioni di linea vita tipo B sono le uniche a consentire uno spostamento orizzontale continuo. In un capannone si tendono, per esempio, tra due pilastri durante i lavori sugli impianti sospesi.
Differenze con i tipi A, C e D
La differenza principale riguarda la permanenza. I tipi A, C e D restano fissati all’opera e ricadono nella UNI 11578:2015, dedicata ai dispositivi di ancoraggio destinati all’installazione permanente. La linea vita tipo B resta fuori da questa norma perché l’operatore la monta e la smonta a ogni utilizzo.
La linea vita tipo A è un ancoraggio puntuale fissato alla struttura con tasselli, barre filettate o piastre. Serve dove l’operatore lavora in un’area circoscritta, per esempio attorno a un torrino di estrazione in copertura.
La linea vita tipo C è una fune flessibile tesa tra ancoraggi di estremità e intermedi, con deviazione massima di 15° dall’orizzontale. Copre percorsi lunghi, come il colmo di una copertura industriale, e permette di spostarsi senza sganciarsi.
Il tipo D sostituisce la fune con un binario rigido su cui scorre un carrello. Limita la freccia in caso di caduta e si usa dove il tirante d’aria è ridotto. Chiude la classificazione della UNI EN 795:2012 il tipo E, un ancoraggio a corpo morto che sfrutta la propria massa su superfici orizzontali.
Obblighi DPI per la linea vita tipo B
Con una nota del 23 febbraio 2015 il Ministero del Lavoro ha chiarito che i dispositivi di ancoraggio “amovibili e trasportabili” sono DPI e portano la marcatura CE come tali. Gli ancoraggi installati in modo permanente rientrano invece tra i prodotti da costruzione del Regolamento (UE) n. 305/2011.
La direttiva citata nella nota ha lasciato il posto al Regolamento (UE) 2016/425 sui dispositivi di protezione individuale, applicabile dal 21 aprile 2018. Il regolamento colloca la protezione dalle cadute dall’alto in terza categoria, quella dei rischi che possono causare la morte o danni irreversibili alla salute.
Per il datore di lavoro il riferimento è l’art. 77, comma 5, del D.Lgs. 81/08: per i DPI di terza categoria l’addestramento è sempre indispensabile. Ogni operatore che monta un treppiede o un morsetto deve aver svolto una prova pratica sul modello in dotazione, oltre alla formazione teorica.
A monte vale l’art. 111, comma 1, lettera a): il datore di lavoro dà priorità alle misure di protezione collettiva rispetto a quelle individuali. Una linea vita tipo B entra in gioco quando parapetti o sistemi permanenti non si possono realizzare o risultano sproporzionati rispetto alla frequenza dell’intervento.
La scelta va riportata nella valutazione dei rischi. L’art. 28, comma 2, lettera b) chiede al DVR di indicare i dispositivi di protezione individuale adottati: per una linea vita tipo B conviene specificare le lavorazioni in cui si usa, gli operatori addestrati a montarla e i componenti del sistema di arresto caduta a cui si collega.
Quando scegliere un ancoraggio tipo B
Il tipo B funziona bene per interventi saltuari in punti diversi dello stabilimento, dove un sistema fisso resterebbe inutilizzato per gran parte dell’anno. L’ispezione annuale di un serbatoio, la sostituzione di un motore su una passerella senza parapetto o un intervento sulla via di corsa del carroponte rientrano in questa casistica.
Diventa una scelta debole quando lo stesso accesso si ripete ogni settimana, come per la pulizia dei lucernari o la manutenzione degli impianti in copertura. Montare e smontare una linea vita tipo B a ogni intervento moltiplica le occasioni di errore. Un ancoraggio permanente progettato secondo la UNI 11578:2015 riduce la dipendenza dalla corretta installazione da parte del singolo operatore.
Un terzo criterio riguarda la struttura. Un morsetto o una cinghia valgono quanto l’elemento a cui sono collegati, e se la resistenza della trave o del pilastro non è documentata serve una verifica tecnica prima dell’uso.

Installazione e controlli
Verifiche prima dell’uso
Prima di ogni utilizzo l’operatore controlla, seguendo le istruzioni del fabbricante:
- integrità di cinghie, cuciture e parti metalliche
- funzionamento di morsetti, serraggi e bloccaggi
- leggibilità di marcatura CE ed etichetta
- idoneità dell’elemento strutturale di aggancio
- compatibilità con connettori, cordino e imbracatura
Il tirante d’aria va calcolato prima di salire, sommando gli ingombri dichiarati dal fabbricante per ancoraggio, cordino e assorbitore. La ricerca INAIL su ancoraggi e sistemi di protezione individuale dalle cadute segnala che gli assorbitori conformi alla UNI EN 355 generano decelerazioni più alte sui lavoratori più leggeri: un dato da considerare nella scelta del sistema completo.
Ispezione periodica
La UNI EN 365:2005 prevede un esame periodico almeno ogni 12 mesi, svolto da una persona competente e registrato sulla scheda del dispositivo. Il fabbricante può indicare intervalli più brevi per ambienti corrosivi o con polveri abrasive. Le modalità coincidono con quelle previste per la revisione dei DPI di 3 categoria.
Una linea vita tipo B che ha arrestato una caduta va ritirata dall’uso. Può tornare in servizio solo dopo che una persona competente ne ha autorizzato per iscritto il riutilizzo.
Per stabilire se un intervento richiede una linea vita tipo B o un sistema permanente, la divisione Anticaduta, una delle quattro in cui è organizzata C.T. SAFE, parte dal sopralluogo sulle strutture di aggancio e dalla frequenza reale degli accessi in quota.





