Il corso APVR riguarda gli Apparecchi di protezione delle vie respiratorie: facciali filtranti, maschere con filtri, dispositivi elettroventilati e respiratori isolanti, scelti in base al rischio. Non è un “patentino” unico valido per qualsiasi maschera o ambiente. Formazione e addestramento devono essere coerenti con contaminante, concentrazione, disponibilità di ossigeno, dispositivo assegnato e procedura di lavoro.
Gli APVR sono DPI di terza categoria quando proteggono da rischi che possono causare morte o danni irreversibili. L’articolo 77 del D.Lgs. 81/2008 richiede addestramento indispensabile per questa categoria. Il corso serve quindi a trasformare le istruzioni del fabbricante e la valutazione del rischio in capacità operative verificabili.
Cos’è il corso APVR e cosa significa
Un apparecchio filtrante depura l’aria ambiente attraverso un materiale filtrante e può essere usato soltanto nei limiti previsti. Un respiratore isolante fornisce aria respirabile indipendente dall’atmosfera circostante. Confondere le due famiglie è pericoloso: un filtro non genera ossigeno e non rende sicura un’atmosfera sconosciuta o immediatamente pericolosa per la vita.
La scelta parte dal rischio e precede il corso APVR. Occorre identificare contaminanti, forma fisica, concentrazione, limiti di esposizione, durata, picchi, condizioni ambientali e possibili emergenze. L’articolo CT SAFE sui filtri per maschere respiratorie approfondisce differenze tra filtri antipolvere, antigas e combinati.
Il corso non sostituisce il programma di protezione respiratoria
La UNI 11719:2025 propone un approccio organizzato a scelta, uso, manutenzione, formazione e addestramento. L’INAIL presenta l’aggiornamento della norma, evidenziando il programma di protezione delle vie respiratorie, le competenze delle figure coinvolte e il fit test per i facciali a tenuta.
Il programma assegna responsabilità, definisce criteri di selezione, idoneità del portatore, prove di adattabilità, manutenzione, conservazione e registrazioni. Senza questo quadro, un corso generico rischia di insegnare gesti corretti su un dispositivo non adeguato al pericolo.

Cosa si apprende nel corso APVR
La parte teorica dovrebbe chiarire effetti dei contaminanti, limiti dei dispositivi, fattori di protezione, differenza tra filtranti e isolanti, durata dei filtri e criteri di sostituzione. Va spiegato quando abbandonare l’area: odori inattesi, aumento della resistenza respiratoria, perdita di tenuta, allarmi o sintomi non devono essere gestiti con tentativi improvvisati.
L’addestramento riguarda controllo pre-uso, montaggio, indossamento, regolazione, verifica di tenuta, uso, svestizione e gestione dopo l’impiego. Per autorespiratori e apparecchi complessi servono esercitazioni con carico fisico, comunicazioni e procedure di emergenza compatibili con l’attività.
Le indicazioni INAIL su scelta, uso e manutenzione degli APVR descrivono il percorso sistematico che va dalla selezione all’addestramento e alla conservazione.
Fit test e controllo di tenuta non sono la stessa cosa
Il fit test verifica se un modello e una taglia di facciale a tenuta si adattano al volto del singolo portatore. Può essere qualitativo o quantitativo secondo dispositivo e procedura. Il controllo di tenuta, invece, è la verifica eseguita dall’utilizzatore ogni volta che indossa il facciale.
Barba, basette, cicatrici, occhiali o altri DPI possono compromettere la tenuta. Il fit test non è una formalità da svolgere una volta per tutte: va rivalutato quando cambiano facciale o caratteristiche del volto e secondo il programma adottato. L’addestramento deve rendere il lavoratore capace di riconoscere una perdita di tenuta e fermarsi.
A chi serve e quando va aggiornato
Il corso APVR serve ai portatori e, con contenuti diversi, a supervisori, responsabili del programma, manutentori e addestratori. Frequenza e durata non derivano da un unico corso nazionale standardizzato: dipendono dal dispositivo, dalla complessità, dalle indicazioni applicabili e dall’esito delle verifiche.
Nuovi contaminanti, cambio di maschera, impiego di respiratori isolanti, errori osservati o lunga inattività richiedono formazione o addestramento aggiuntivi. Anche una prova periodica di emergenza può mostrare che le competenze si sono ridotte prima di una scadenza formale.
Gestione, pulizia e conservazione degli APVR
Il programma deve stabilire chi controlla, pulisce, disinfetta, conserva e sostituisce dispositivi e filtri. Un facciale riutilizzabile riposto contaminato o deformato può perdere efficacia; una cartuccia aperta non conserva indefinitamente la capacità dichiarata. Data di apertura, condizioni di impiego e piano di sostituzione devono essere comprensibili agli utilizzatori.
Per gli apparecchi alimentati o isolanti si aggiungono controlli su batterie, portata, bombole, allarmi e qualità dell’aria respirabile. Le registrazioni devono permettere di individuare dispositivo, manutenzione ed eventuale anomalia. L’addestramento comprende montaggio, controllo di tenuta, svestizione senza contaminarsi e comportamento in caso di allarme o riduzione del flusso.
Verificare l’apprendimento sul compito
Una verifica efficace osserva la persona mentre seleziona il dispositivo assegnato, lo indossa, esegue i controlli e spiega quando deve abbandonare l’area. Gli errori non vanno nascosti: servono a decidere se ripetere la prova, cambiare modello o migliorare la procedura.
La divisione Antinfortunistica CT SAFE tratta dispositivi per la protezione individuale, mentre la divisione Formazione organizza percorsi sulla sicurezza. Per definire un corso APVR utile occorre condividere valutazione del rischio, modelli assegnati, condizioni d’uso e procedura di emergenza; il contatto CT SAFE consente di impostare il confronto da questi dati.





