La dicitura “occhiali di protezione EN 166” è ancora molto usata nei cataloghi e nelle ricerche, ma nel 2026 richiede una precisazione. EN 166:2001 è stata per anni la norma generale di riferimento per la protezione professionale degli occhi; la sua citazione tra le norme armonizzate è stata ritirata l’11 novembre 2025. Oggi la famiglia EN ISO 16321 costituisce il riferimento aggiornato per molti protettori destinati all’uso professionale.
Questo cambiamento non significa che ogni occhiale già acquistato diventi automaticamente inutilizzabile. Significa che acquisti, dichiarazioni di conformità e valutazioni tecniche devono essere letti alla luce del quadro vigente, senza affidarsi alla sola sigla EN 166 stampata su lente o montatura.
Da EN 166 alla serie EN ISO 16321
La decisione europea del 2024 aveva posticipato all’11 novembre 2025 il ritiro del riferimento EN 166, per consentire a fabbricanti e laboratori di adeguarsi alle norme revisionate. La successiva Decisione di esecuzione (UE) 2026/1279 raccoglie i riferimenti armonizzati correnti per i DPI, tra cui la serie EN ISO 16321 per la protezione professionale di occhi e viso.
La UNI EN ISO 16321-1 riguarda i requisiti generali; parti dedicate trattano, tra l’altro, saldatura e protettori a rete. La scheda UNI della norma generale indica rischi come particelle e frammenti, radiazioni ottiche, polveri, spruzzi di liquidi, metalli fusi, calore, gas e aerosol. Il prodotto va quindi scelto per il pericolo specifico, non per la presenza di una denominazione generica.

Cosa controllare oltre alla vecchia marcatura
Sugli occhiali di protezione EN 166 erano riportati codici relativi a fabbricante, classe ottica, resistenza meccanica e campi d’impiego. Quelle marcature restano utili per comprendere prodotti immessi sul mercato secondo il precedente riferimento, ma non vanno trasferite meccanicamente ai nuovi standard: simboli e prove sono stati aggiornati.
Per un acquisto attuale occorre verificare almeno marcatura CE, identificazione del prodotto e del fabbricante, istruzioni in italiano, dichiarazione UE di conformità e norma dichiarata. Il Regolamento (UE) 2016/425 disciplina progettazione, fabbricazione e valutazione della conformità dei DPI. La dichiarazione consente di capire quale edizione normativa il fabbricante ha utilizzato e quali rischi sono coperti.
L’articolo CT SAFE su come riconoscere il marchio CE offre un criterio preliminare per distinguere marcatura e conformità; non sostituisce però l’esame della documentazione del singolo occhiale.
Occhiali, mascherina a tenuta o visiera
La forma dipende dalla via con cui il pericolo può raggiungere occhi e viso. Gli occhiali a stanghe sono adatti a molti rischi di impatto frontale e laterale, se la copertura e la resistenza sono coerenti. Una mascherina offre maggiore protezione da polveri o spruzzi, mentre la visiera amplia la copertura al volto ma spesso deve essere abbinata agli occhiali.
Per sostanze chimiche, getti, polveri fini o radiazioni ottiche non basta scegliere il dispositivo più avvolgente: servono requisiti specifici, compatibilità con il prodotto utilizzato e adeguato livello di filtrazione. Le indicazioni INAIL sulle misure di prevenzione e protezione dagli agenti chimici ricordano che i DPI si impiegano dopo aver valutato misure tecniche, organizzative e collettive.
Vestibilità e compatibilità con altri DPI
Un protettore efficace deve rimanere in posizione durante il compito, coprire le zone previste e non creare distorsioni che inducano a toglierlo. Taglia, regolazioni, campo visivo, appannamento e trattamento delle lenti incidono sull’uso reale. Per chi porta occhiali correttivi si valutano sovraocchiali o dispositivi con lenti graduate certificati, evitando adattamenti artigianali.
Compatibilità significa anche poter usare contemporaneamente elmetto, cuffie, respiratore e visiera senza rompere la tenuta o spostare i componenti. La divisione Antinfortunistica CT SAFE tratta DPI e soluzioni di protezione; una prova sul lavoratore è spesso più informativa della sola lettura del catalogo.
Occhiali di protezione EN 166: Controlli e sostituzione
Prima dell’uso bisogna controllare lenti, montatura, sistemi di regolazione e leggibilità della marcatura. Graffi profondi, opacizzazione, deformazioni o componenti allentati possono ridurre visibilità e protezione. La pulizia deve seguire le istruzioni del fabbricante: solventi non compatibili possono danneggiare rivestimenti e materiali.
La sostituzione non dipende da una scadenza universale. Contano condizioni d’uso, contaminazione, urti subiti e indicazioni del produttore. Un dispositivo colpito da una particella ad alta energia va ritirato e valutato anche se il danno non è evidente.
La gestione dovrebbe includere anche consegna personale, custodia e disponibilità di ricambi. Lenti sporche o appannate spingono a sollevare gli occhiali proprio durante il compito; una soluzione antiappannamento compatibile, una ventilazione adeguata o un modello diverso possono ridurre il comportamento scorretto. Se più persone segnalano lo stesso difetto, non basta richiamarle: occorre verificare taglia, forma, condizioni ambientali e interferenze con gli altri DPI, registrando l’esito della prova.
La richiesta “occhiali di protezione EN 166” va quindi tradotta in una specifica tecnica attuale: pericolo, livello prestazionale, forma, compatibilità e documentazione. CT SAFE può supportare la scelta attraverso la propria area antinfortunistica e il contatto con i tecnici, partendo dall’attività e non da una sigla isolata.





